Gli antichi rioni di Roma/The ancient districts of Rome

I rioni storici di Roma sono 14, ogni rione ha confini ben precisi ed un simbolo che lo identifica.
Il primo dei rioni, Monti, è raffigurato con tre piccoli ponticelli a ricordo dei colli che si trovano sul suo territorio: l’Esquilino, il Viminale e il Quirinale. E’ il primo dei rioni perché racchiude nel suo territorio la cattedrale di Roma, San Giovanni in Laterano.
Il secondo rione è Trevi, rappresentato con tre spade: deve il nome ad un antico incrocio corrispondente all’attuale via dei Crociferi, e chiamato trivio oppure trejo. La nota fontana era semplicemente la Fontana del Treio diventata in seguito Fontana di Trevi.
Il terzo è Colonna che prende il nome dalla colonna di Marco Aurelio nella piazza omonima ed il suo simbolo non poteva essere altro che un elegante pilastro.
Il quarto è Campo Marzio, regione esistente anche nell’antica Roma e che deve il nome al campo dove le milizie romane svolgevano le manovre e gli esercizi militari. E’ simboleggiato da una luna crescente.
Il quinto rione è Ponte e deve il nome a lo ponte, ovvero Ponte Sant’Angelo che conduceva i pellegrini verso il Vaticano. Il simbolo è ovviamente un ponte con le statue di San Pietro e Paolo.
Il sesto è Parione il cui nome è incerto; forse deriva dagli enormi muri superstiti di Domiziano che il popolo chiamava parietone. E’ rappresentato da un grifone alato.
Il settimo è Regola, nome derivato da renula, ovvero la sabbia che il Tevere depositava naturalmente in questo luogo. Lo raffigura un cervo rampante.
L’ottavo è Sant’Eustachio nome che deriva dall’omonima chiesa che ospita le spoglie del santo. Il simbolo sono il busto di Gesù e le corna del cervo che sarebbe apparso al santo con una croce nel mezzo.
Il nono rione è Pigna così chiamato per un’enorme pigna di bronzo di epoca romana oggi conservata nell’omonimo cortile dentro la città del Vaticano. Ovvio quale sia il suo simbolo….
Il decimo rione è Campitelli nome derivato dalla parola capitolium. E’ raffigurato dalla testa del drago che secondo una antica leggenda infestava il Foro Romano e che fu sconfitto da papa Silvestro I.
L’undicesimo è Sant’Angelo ed è il più piccolo della città. Deve il nome alla piccola chiesa di Sant’Angelo in Peschiera ed è simboleggiato dall’arcangelo Michele.
Il dodicesimo è Ripa; il nome deriva dalla riva del Tevere che ne delimita un lato. Lo rappresenta una ruota per via dei carri merci della zona portuale o per stilizzare il timone di una nave.
Il tredicesimo rione è Trastevere e deve il nome alla posizione geografica oltre il fiume o Transtiberim. Ha come simbolo la testa di un leone forse per il racconto di una fiera fuggita da una gabbia in Campidoglio e catturata proprio qui.
L’ultimo rione è Borgo, così chiamato per l’estensione fortificata che cinge il Vaticano. Il simbolo prende spunto dallo stemma araldico di Sisto V: un leone seduto, tre monti e una stella.

 

The historical districts of Rome are 14, each district has well precise boundaries and it is represented by an identifying symbol.
The first district is ‘Monti’ and it is represented with three small bridges to remind the hills which are located in its territory: ‘Esquilino’, ‘Viminale’ and ‘Quirinale’. ‘Monti’ is the first of the districts because the cathedral of Rome, St. John Lateran, is in its territory.
The second district is ‘Trevi’ that is represented with three swords. The name comes from an ancient crossroads corresponding to the present street ‘via dei Crociferi’ which it was called trivium or ‘trejo’ The famous fountain was simply called Treio Fountain and only later it became Trevi Fountain.
The third district is ‘Colonna’ that takes its name from the Column of Marcus Aurelius in the homonymous square and its symbol could be only an elegant pillar.
The fourth district is ‘Campo Marzio’, existing region even in the ancient Rome whose name was derived from the field where the Roman militias performed manoeuvres and military exercises. This district is symbolized by a crescent moon.
The fifth district is ‘Ponte’ and it owes its name to ‘lo ponte’ that is Saint Angel Bridge that led pilgrims to the Vatican. Its symbol is obviously a bridge with the statues of St. Peter and St. Paul.
The sixth district is ‘Parione’; the origin of its name is uncertain and perhaps derives from the enormous surviving walls of Domitian’s stadium that people called ‘parietone’. Its symbol is a winged griffin.
The seventh district is ‘Regola’, name derived from ‘renula’ that is the sand naturally deposited from the Tiber in this place. Its symbol is a deer rampant.
The eighth district is ‘Sant’Eustachio’ and this name comes from the church where the remains of the saint lies. Its symbol is the bust of Jesus and the horns of the deer that would have appeared to the saint with a cross in the middle.
The ninth district in ‘Pigna’, so named because of an huge bronze Roman pinecone that today is kept in the homonymous courtyard inside the Vatican City. Its symbol is obviously ……
The tenth district is ‘Campitelli’ name derived from ‘capitolium’. It is represented by the head of the dragon that according to an ancient legend infested the Roman Forum and who was defeated by Pope Sylvester I.
The eleventh district is ‘Sant’Angelo’ and it’s the smallest of the city. It takes its name from the small church of Saint Angel in Peschiera and it is symbolized by the archangel Michael.
The twelfth district is ‘Ripa’ and its name comes from the bank of the Tiber that borders one side. It is represented by a wheel for the goods carts of the harbour area or to stylize the helm of a ship.
The thirteenth district is ‘Trastevere’ and it takes its name from the geographical location on the other side of the river or ‘Transtiberim’. Its symbol is the head of a lion perhaps for the story of a wild beast escaped from a cage at the Capitol and that was captured right here.
The last district is ‘Borgo’ and it was called so for the fortified extension that surrounds the Vatican.
Its symbol was inspired by the heraldic coat of arms of Sistus V: a seated lion, three mounts and a star.

 

Bibliografia/Bibliography

Colaiacomo Claudio, 2014, I love Roma. Storie insolite, grandi personaggi, luoghi magici e leggende popolari della città più bella del mondo, Roma, Newton Compton Editori

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