Il sapone/ Soaps

Erano stati gli Arabi a portare il sapone in Europa, già prima del Mille, attraverso la Sicilia e la Spagna. Dopo le crociate si era diffuso un po’ dovunque, però nei trattati di farmacia e cosmesi non gli veniva data grande importanza, sebbene fosse fabbricato in quantità notevoli nelle città marinare; Genova e Venezia fra tutte.

Quello che viene considerato il primo trattato a stampa di profumeria, i Notandissimi secreti de l’arte profumatoria, di Giovanventura Rosetti (1555) riporta numerose ricette di sapone.

Già da tempo Venezia si è imposta come centro di produzione del sapone e lo esporta in tutto il Mediterraneo orientale. Il sapone veneziano si fabbrica con l’olio di oliva e per questo motivo è considerato di ottima qualità e ha molto successo. Già alla fine del Duecento deve essere marchiato con un bollo statale.

La stragrande maggioranza del sapone veniva usata nella lavorazione della lana, una discreta quantità serviva per il bucato e quindi ci risulta difficile capire quanta parte ne venisse utilizzata per l’igiene personale. E anche in questo caso serviva soprattutto per radersi, mentre per il lavaggio di alcune parti del corpo – viso e mani – si preferivano le acqua odorifere.

Il sapone si otteneva cuocendo sostanze grasse animali in acque alcaline ricavate dalle ceneri di piante marine, il tutto mescolato a varie essenze o resine vegetali, secondo l’uso a cui era destinato. Veniva confezionato in palle, oppure in blocchi cubici; le palle erano esposte all’interno di recipienti di vetro chiusi, o in cassette di legno.

Secondo le ricette raccolte a Firenze da don Antonio de’ Medici, nato il 1576, presunto figlio illegittimo del granduca Francesco I e della veneziana Bianca Cappello, il sapone poteva essere fatto con rose o altri fiori, oppure spezie, o ancora sostanze caustiche come l’allume di rocca , che aveva il potere di rendere la pelle più bianca e morbida, come imponeva la moda del tempo.

Nel Settecento il sapone veneziano – che in precedenza veniva esportato in tutta Europa – comincia una fase discendente quando si trova in concorrenza con il sapone inglese e con quello austriaco di Trieste, dove era stata avviata una produzione preindustriale.

Ma sarà Marsiglia a soppiantare la produzione della Serenissima, presumibilmente riprendendo le formule veneziane.

 

Arabs had brought soap into Europe through Sicily and Spain, already before the year one thousand. After the crusades soaps had spread everywhere, though it was not given much importance in the pharmacy and cosmetics treatises and although soap was produced in large quantities in the maritime cities, Genoa and Venice among all.

What is considered the first printed treatise on perfumery, the Notandissimi secreti de l’arte profumatoria,written by Giovanventura Rosetti (1555) shows many soap recipes.

Already for a long time Venice has become popular as soap production centre and exports it throughout the eastern Mediterranean. Venetian soap is made with olive oil and for this reason it is considered of excellent quality and it is very successful. Already at the end of the thirteenth century it must be marked with a state seal.

Most of the soap was used in the processing of wool, a certain amount was used for washing and it is difficult for us to understand how much soap was used for personal hygiene. Also in this case soap was used above all to shave, while for washing some parts of the body – face and hands – perfumed waters were preferred.

Soap was obtained by cooking animal fat substances in alkaline waters obtained from the ashes of marine plants, all mixed with various essences or vegetable resins, according to the use to which the soap was intended. Soap was packed in balls or in cube-shaped blocks; the balls were exposed in closed glass containers or in wooden boxes.

According to the recipes collected in Florence by don Antonio de’ Medici, born in 1576, presumptive illegitimate child of the Grand Duke Francesco I and of the Venetian Bianca Cappello, soaps could be made with roses or other flowers, or spices, or caustic substances such as rock alum that had the power to make the skin whiter and softer, as the fashion of the time required.

In the eighteenth century the Venetian soap – which was previously exported throughout Europe – begins a descending phase when it is in competition with the English soap and the Austrian soap of Trieste, where a pre-industrial production had begun.

But soap production of Serenissima will be supplanted by Marseille soap, which probably followed the Venetian formulas.

 

 

Bibliografia/Bibliography

 

Alessandro Marzo Magno, 2016, Con Stile. Come l’Italia ha vestito (e svestito) il mondo, Milano, Garzanti S.r.l.

 

« Partecipazione a “Il Fascino dell’Invisibile”, Mostra Internazionale d’Arte, Sala Orsini a Palazzo Chigi, Formello, Roma, Giugno-Luglio 2018/ Participation in “The Fascination of the Invisible”, International Art Exhibition, Orsini Hall in the Chigi Palace, Formello (Rome, Italy), June-July 2018
PARTECIPAZIONE A “L’ANIMA, IL COLORE, LA MATERIA”, FONDAZIONE MUSEO CROCETTI, ROMA, SETTEMBRE 2018/ PARTICIPATION IN “THE SOUL, THE COLOR, THE MATTER”, MUSEUM FOUNDATION CROCETTI, ROME (ITALY), SEPTEMBER 2018 »